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Carlo Bocchio nasce a Tarquinia il 25 Marzo del 1974, trasferendosi nelle campagne dei castelli romani. Fin nei primi anni di vita dimostra un'attitudine alle arti visive, attraversando gli anni della scuola con una certa propensione verso il percorso del disegno. Nel 94 consegue il diploma di Liceo Artistico, e successivamente interrompe gli studi presso la scuola di fumetti di Roma perché prematuramente impiegato come autore completo presso una delle riviste internazionali più importanti del settore, la nota Heavy Metal Magazine, la versione made in USA dell'originale francese Metal Urlant. Per dieci anni, dal 98 al 2007, Carlo Bocchio prosegue questa collaborazione pubblicando fino a 10 storie autoconclusive, facendo dapprima brevi escursioni nel mondo dell'illustrazione per giochi di ruolo, fino a lasciare temporaneamente il fumetto per dedicarsi a questo settore, lavorando per 4 anni consecutivi per la maggiori case del settore: Wizard of the Coast, Blizzard/Upperdeck, Fantasy Flight Games e Asterion Press. Il suo stile gotico dal segno a tratti crudo e a tratti evanescente, conferisce un'atmosfera cupa e sognante alle sue opere, delineate in gran parte nel contesto del fantasy nel più ampio senso del termine. In questo periodo si susseguono collaborazioni trasversali di diverso genere editoriale, come le copertine per i romanzi di Luigi DePascalis, o le colorazioni per le illustrazioni di Massimo Rotundo per i progetti di serial televisivi a cartoni animati, fino alla creazione episodica di un abito firmato Gattinoni per l'occasione di un Prèt a Porter a scopo umanitario per i diritti delle donne africane. Dal 2002 si trasferisce stabilmente nella capitale, collaborando con successo come insegnante di illustrazione e fumetto presso la Scuola Romana dei Fumetti a Roma, periodo in cui mette a punto un personale metodo di insegnamento e una tecnica di disegno e di colorazione digitale entrambi con eccellenti risultati.
Tuttavia la struttura
scolastica dell'istituzione romana non offre gli spazi adeguati alle
equipe di insegnanti più giovani, che devono ricavare degli spazi
all'esterno della stessa. Questa situazione fa sì che Carlo Bocchio decida
di lasciare la scuola per dedicarsi in piena libertà ai suoi progetti e
all'insegnamento, associandosi all'Accademia Antico Poggio già composta da
artisti che operano in libertà aldilà di uno schema prefissato.
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