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Luigi De Pascalis è nato in Abruzzo, ma ha vissuto a lungo in Puglia dove per alcuni anni ha studiato medicina. In seguito si è trasferito a Roma ed ha cominciato a frequentare gli ambienti artistici e culturali della capitale. Contemporaneamente ha iniziato a pubblicare disegni ed articoli su vari periodici. Abbandonati gli studi di medicina, si è laureato in Scienze Politiche con una tesi in sociologia della pittura. Durante il servizio militare ha conseguito a pieni voti la maturità artistica. In quel periodo entra in contatto con diversi esponenti del mondo artistico romano e conosce, fra l’altro, la pittrice Anna Salvatore che l’incoraggia a dedicarsi all’attività artistica. Nel 1969 un saggio su un grande protagonista del Rinascimento lusitano, il pittore Nuno Gonçalves, gli fa vincere la borsa di studio bandita dalla Fundaçao Calouste Goulbenkian di Lisbona. Nel 1972 inaugura la prima mostra personale alla galleria Nuovo Spazio di Folgaria (Trento), ad essa seguono diverse collettive in varie città italiane e americane. Circa due anni dopo, durante un viaggio a New York, conosce lo storico dell'arte Harold Rosenberg, prestigiosa firma del New Yorker e nume tutelare della Action painting. Questi, nonostante il suo particolare interesse per la pittura non figurativa, si appassiona al forte cromatismo delle opere di De Pascalis e gli suggerisce di fermarsi in America, ma De Pascalis non ne segue il consiglio. Tornato in Italia, conosce a Firenze Carlo Ludovico Ragghianti, uno dei maggiori storici dell'arte italiani, fondatore dell'Università Internazionale dell'Arte. Il grande storico dell'arte prende a benvolerlo, lo sprona ad approfondire gli studi di storia dell'arte, finendo per considerarlo un allievo sui generis. Ne nasce una lunga riflessione sul fare artistico ed una corrispondenza epistolare che dura quasi fino alla morte del Maestro.
Qualche
anno dopo De Pascalis si riaccosta alla pittura militante, incontrando a Milano Flavio Caroli e ricevendone
ancora una volta un incoraggiamento a proseguire nel lavoro artistico. Nella
collezione privata di Caroli si trova il dipinto “ Matisse sul taxi giallo“. Negli ultimi anni De Pascalis si è
gradualmente accostato alla pittura di Alma-Tadema, di Stuck, di Klinger. A
suo dire, più che riconquistare una vecchia chiave di resa della realtà, si
tratta di tornare ad impadronirsi, attraverso le immagini, di un “ diverso
“ modo di accostarsi al mondo e di comprenderlo, a metà tra fantasia e
mito.
Nel
corso di circa un trentennio De Pascalis ha pubblicato molti racconti di
genere fantastico su quasi tutte le testate specializzate, vincendo diversi
premi letterari ( Montepulciano, Courmayeur, Tolkien, ecc.). Alcune sue storie
sono state tradotte ed apprezzate all’estero (Francia, Stati Uniti, Romania,
ecc.). Scrive poesie da quando era ragazzo ma si è sempre rifiutato di
pubblicarle.
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