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Manuela
Feliziani vive e lavora a Viterbo. Inizia la sua ricerca negli anni ’80.
Da allora realizza opere pittoriche, collage installazioni ed alternando
l’attività artistica con gli studi eseguiti nell’ambito dell’arte
ambientale, organizza mostre, pubblica articoli ed interviste.
1993 Galleria Miralli, Mostra personale,Viterbo.
1995 A.R.G.A.M. , Mostra collettiva, Roma.
2002 Realizza video del Restaurant Spoerri au jeau de Paume, Jeau de Paume,
Parigi.
2003 Pubblica Grande libro aperto all’aperto, in Francesco Narduzzi,
sentimento segno natura, Catalogo della mostra, Palombara Sabina.
2003 Organizza Incontri Dip._arte, iniziativa permanente d’arte,
Segreteria Discovabesa, Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali,
Università della Tuscia, Viterbo.
2003 Partecipa alla rassegna d’arte contemporanea all’aperto, Stelle
cadenti, Bassano in Teverina.
2004 Publica l’intervista, Restaurant Spoerri au Jeau de Paume, pag. 86,
Luxflux 1, Gangemi, Roma.
2004 Realizza video intervista a Daniel Spoerri in occasione della mostra
La messa in scena degli oggetti, Palazzo Magnani, Reggio Emilia.
2004 Partecipa all’iniziativa Artisti all’Arcionello, Installazioni e
performance all’aperto, Viterbo.
2005 Accenni di Contemporaneo. Festival di cultura contemporanea, Mostra
collettiva, Torre dei Monaldeschi, Civitella d’Agliano.
2005 Partecipa alla rassegna d’arte contemporanea, La Notte dei Musei,
Opera Bosco, Museo d’arte nella Natura, Calcata.
Pubblica le schede dei giardini d’artista di Daniel Spoerri, Francesco
Narduzzi, Paul Wiedmer, Opera Bosco, Hortus Unicorni, Zoltan Kruse, in
Kepoi. Giardini d’artista della Tuscia, Elisabetta Cristallini, (a cura
di) Gangemi, Roma 2005.
2005 Partecipa al convegno I giardini dell’arte. Arte ambientale nella
Tuscia: valorizzazione e tutela. Università della Tuscia, Facoltà di
Conservazione dei Beni Culturali.
2006 Partecipa alla rassegna Artemisia, percorso di installazioni nella
natura, Opera Bosco, Museo d’arte nella natura, Calcata. Per la sua opera,
qui presentata, Manuela Feliziani, Collezione
primavera-estate 2006, ha scritto:
“Il mondo vegetale, per sua natura radicato al suolo, sperimenta il
movimento solo se stimolato da elementi primari o come trasformazione,
passaggio quando i suoi fiori e frutti lo abbandonano. Volevo, inoltre,
che i colori accesi dei prati primaverili appartenessero anche al bosco:
nell’ombra fitta la fioritura boschiva risulta poco visibile, limitata
alla chioma che svetta altissima alla ricerca della luce più intensa.
Ecco quindi che alcuni alberi con il loro fusto sottile si esibiscono
scendendo idealmente una gradinata, e con abiti colorati ed effimeri,
accendono di colore il sottobosco creando un effetto di spaesante
sorpresa”.
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