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Ombre nella macchia
Quando mi addentro
nella macchia
i sensi intorpiditi
ritornano alla vita,
scintillano mille occhi
che - lo sento -
mi osservano.
Il passo si fa lieve,
e più nitidi i suoni,
gli occhi, vicino e lontano,
colgono ogni movimento.
Io so che tutto questo
l’ho già fatto
lontano, lontano
tanto tempo fa…
Un lampo
quando la natura rivela un suo disordine è perché nulla può restare
eternamente immobile. Movimento e cambiamento sono l’essenza della vita.
Quello che ci appare come rivelazione improvvisa è solo il momento in cui
una forza vitale ha accumulato energia ed ha così raggiunto il suo punto
di rottura, di conseguenza anche un lampo, così veloce, così improvviso, è
solo un momento in un lungo processo che si è sviluppato e modificato per
molto tempo per divenire progressivamente una tempesta, con la sua
complicata struttura di carica elettrica che deve disperdersi affinché un
nuovo equilibrio di tensioni venga ricostruito.
Saline: anatre
Tranne l’anatra selvatica stanziale, la maggior parte delle anatre
raggiunge
la salina in autunno. Anzitutto fischioni ed alzavole, seguiti da
mestoloni
e codoni, uno o due mesi dopo. Arrivano spesso durante la notte,
cavalcando le gelide correnti del vento di tramontana, lanciando richiami
per serrare la formazione. Quando giungono al di sopra degli specchi
scintillanti delle saline, girano, aggiustano le ali controvento e
scendono
a zampe tese per svanire al riparo del canneto. Per i pochi giorni
iniziali
saranno estremamente cauti, soprattutto le alzavole che, se spaventate,
si alzeranno di colpo in aria quasi in verticale, e scivoleranno via sotto
vento verso gli specchi più lontani con un guizzo d’ali. I germani
fuggiranno
a nuoto dal pericolo e, se obbligati a prendere il volo, faranno un
bel po’ di confusione, fra spruzzi e schiamazzi, salendo in aria in linea
obliqua. Quando l’acqua è ferma l’effetto di luce è estremamente
rarefatto.
Benché i riflessi si specchino perfettamente, il loro tono è più scuro,
e sarà influenzato dal colore stesso dell’acqua. Il tono dell’acqua in
primo
piano sarà di una sfumatura più scura dell’acqua che si stende a qualunque
distanza dall’osservatore. Ciò vale persino per una pozzanghera.
Saline
Ci sono momenti in cui, camminando attorno alle vasche, si può raggiungere
uno stato di calma profonda e di silenzio interiore, e restare per un
attimo in completa solitudine con un senso di pace che contiene un’aura
sacra.
Tempesta sulla Toscana
... lampi abbaglianti
trafiggono il mare
chiama il tuono
da collina a collina...
Mattina d’estate
Erbe d’estate
ora ed allora
ricopriranno i campi
di battaglia dell’uomo.
Inverno rigido
Il corvo smette
di affilarsi il becco
sull’albero imbiancato:
- aghi di pioggia
traforano il vento.
Richiamo
Per quanti mari
io abbia navigato
per quanti cieli
io abbia attraversato
una voce interna sussurra:
- Là fuori
c’è un’isola.
Equilibrio
La natura ricerca continuamente un
punto d’equlibrio. L’acqua tornerà
calma per quanto essa sia stata
mossa e nell’acqua perfettamente
calma l’immagine riflessa apparirà
nitida in ogni suo dettaglio, come a
testimoniare la perfezione dell’ordine
ristabilito. Anche la terra tremerà
e si scuoterà ma, come l’acqua,
tornerà presto in stato di quiete.
Panorama
Guardando un panorama il nostro
occhio si muove vicino e lontano mettendo
a fuoco vari punti uno per volta.
Di conseguenza non vediamo mai un
paesaggio come un oggetto nella sua
intierezza, quanto piuttosto come un
insieme di dettagli che “raccontano
la storia”.
Nell’attimo che osserviamo, la luce
sta mutando, erba e nuvole si muovono
col vento, la vita scorre, il tempo
procede ed il panorama cambia.
Cogliere il quadro d’insieme è impossibile.
Comprendere l’intierezza del significato
lo è ancor di più.
Autunno in Maremma
Sui campi gelati il cinghiale
corre in gara col vento
dell’est
insieme a foglie color rame.
Solengo
Si ferma sul sentiero
il vecchio cinghiale, e sceglie
il miglior lato per sentire il vento
e capire quanto dista
quell’abbaiar di cani.
Tramontana
Ogni vapore hai spazzato
dalla notte.
Ora, come un occhio d’oro,
solo la luna osserva
la tua gelida corsa, tramontana.
Una gemma si schiude
Quando una gemma si schiude, e appare una foglia, ci può sembrare un
accadimento improvviso, ma ciò che vediamo è la fine di un lungo processo
invisibile, il cui inizio è difficile da individuare. Il programma
contenuto
nel seme d’origine ha concluso il suo corso, e la natura dell’albero
continua le sue rivelazioni. In qualche modo, lungo i mesi invernali, ogni
pianta ha atteso, percependo luce e temperatura, umidità e pressione che
giungevano dall’aria e dalle viscere della terra, fino al momento giusto
perché la gemma si schiudesse.
Traduzione dei testi
dall’inglese
a cura di Gabriella Scialdone |