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Giacomo E. Carretto
Cose turche
Argo, Lecce, 2006
“Nell’immaginario occidentale ‘cose turche’ è divenuto un contenitore
capace via via di comprendere quasi tutte le fantasticherie sull’Oriente.
Nella generosa letteratura su un mondo di rado conosciuto da vicino hanno
troneggiato per secoli, accanto alla ferocia guerriera dei Giannizzeri, i
miti di una cultura erotica che trovava nella poligamia e nel harem i
punti di forza di una civiltà affascinante e terribile. Da un punto di
vista turco, invece, soprattutto negli anni del tramonto della civiltà
ottomana, era proprio la civiltà ‘franca’, e i suoi licenziosi costumi, a
rappresentare la trasgressione. Incarna questa colpevole contaminazione
con la cultura erotica degli ‘infedeli’, Zanbak, un racconto pubblicato
intorno al 1909 dal Mehmet Rauf, un romanziere e bohémien ottomano, che
sarà per questo condannato ed escluso dalla carriera militare.
Nella sua scorribanda ‘turchesca’ Carretto parte da qui, ovvero dalla
fine, ‘riscrivendo’ insieme a Rauf il suo peccaminoso racconto, per
continuare poi le sue irriverenti incursioni di giaurro nei territori
vietati degli harem e, soprattutto, dei sentimenti di sultani e favorite”.
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